L’angelo caduto

“Dalle ferite nasce la luce.” – Jalal al-Din Rumi

 

Nel mondo finanziario esiste un’espressione molto particolare: fallen angel, letteralmente “angelo caduto”. È un termine che viene utilizzato per indicare quelle obbligazioni che, dopo essere state considerate per anni solide e affidabili, subiscono un peggioramento del proprio rating creditizio e perdono lo status di investimento “investment grade”.

In pratica, si tratta di titoli emessi da aziende che fino a poco tempo prima erano giudicate finanziariamente robuste dalle agenzie di rating, ma che successivamente vengono declassate nell’universo “high yield”, cioè quello delle obbligazioni considerate più rischiose.

Per capire meglio il concetto, immaginiamo un grande gruppo internazionale con un rating BBB, quindi ancora nella fascia investment grade. Se il debito aumenta troppo, gli utili rallentano oppure il settore attraversa una crisi, le agenzie di rating possono decidere di abbassare il giudizio a BB+. È proprio in quel momento che quell’obbligazione diventa un fallen angel.

E qui accade qualcosa di interessante.

Molti investitori istituzionali, come fondi pensione o compagnie assicurative, possono detenere soltanto obbligazioni investment grade. Quando il titolo perde quel requisito, spesso sono costretti a venderlo automaticamente. Questo genera pressione sul prezzo dell’obbligazione, che tende a scendere anche in modo marcato, mentre il rendimento sale rapidamente.

È proprio questa dinamica che rende i fallen angel una categoria molto osservata dagli investitori professionali.

 

In diversi casi, infatti, il mercato tende inizialmente a penalizzare in modo molto aggressivo aziende che stanno vivendo una fase difficile ma non necessariamente irreversibile.

 

Alcune società attraversano problemi temporanei legati al ciclo economico, ai tassi di interesse o a un momento di rallentamento del business, ma mantengono comunque asset importanti, capacità industriali e solidità operative.

Negli anni si sono verificati casi molto conosciuti. Durante la crisi energetica del 2015 molte società del settore oil & gas persero il rating investment grade a causa del crollo del prezzo del petrolio. Lo stesso accadde nel 2020, durante la pandemia, quando diversi grandi gruppi internazionali subirono downgrade per effetto del blocco dell’economia globale. In alcuni casi, però, quelle aziende riuscirono successivamente a migliorare i propri bilanci e a recuperare parte della fiducia del mercato.

Ed è proprio questo aspetto che rende interessanti i fallen angel all’interno di un portafoglio diversificato.

Un fondo o un ETF specializzato in questa tipologia di obbligazioni permette infatti di investire non su un singolo emittente, ma su decine o centinaia di titoli che condividono questa caratteristica. La diversificazione riduce il rischio specifico legato al possibile fallimento di una singola azienda e consente di esporsi a un segmento obbligazionario che storicamente ha spesso offerto rendimenti interessanti rispetto ad altre aree del reddito fisso.

Il motivo è abbastanza intuitivo. Quando un’obbligazione viene declassata, il mercato tende spesso a incorporare rapidamente molto pessimismo nel prezzo. Se però la situazione dell’azienda migliora o si stabilizza, il titolo può recuperare valore nel tempo, generando potenziali benefici sia attraverso le cedole più elevate sia tramite il recupero dei prezzi.

Per questo motivo alcuni investitori considerano i fondi fallen angel una sorta di area “ibrida” tra il mondo investment grade e quello high yield. Da un lato offrono rendimenti generalmente superiori rispetto alle obbligazioni tradizionali più sicure, dall’altro investono in aziende che, nella maggior parte dei casi, fino a poco tempo prima avevano standard qualitativi più elevati rispetto all’universo high yield tradizionale.

Naturalmente il rischio non va sottovalutato. Un downgrade non avviene mai senza motivazioni e alcune aziende potrebbero continuare a peggiorare la propria situazione finanziaria. Per questo motivo questi strumenti non dovrebbero rappresentare l’intero comparto obbligazionario di un portafoglio, ma possono avere senso come componente complementare, soprattutto per chi cerca una maggiore diversificazione e un potenziale rendimento più elevatorispetto alle obbligazioni governative o corporate più conservative.

In un contesto di mercati sempre più complessi, i fallen angel rappresentano quindi un esempio interessante di come, anche nella finanza, le situazioni più penalizzate non siano necessariamente quelle prive di valore. A volte il mercato reagisce con eccessiva paura nel breve periodo, ed è proprio in quelle fasi che possono nascere opportunità capaci di premiare gli investitori pazienti e consapevoli.

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