Make America Great Again

Negli ultimi mesi, la politica energetica degli Stati Uniti è tornata sotto i riflettori grazie alla campagna elettorale di Donald Trump, che ha rilanciato con forza il motto “Drill, Baby, Drill”. Ma dietro questa frase c’è molto più di una semplice promessa elettorale: aumentare l’estrazione di petrolio e gas non solo rafforza l’indipendenza energetica americana, ma ha anche un impatto diretto sulla politica monetaria della Federal Reserve e sulla dinamica del capitalismo moderno.

 

Più petrolio, più pressione sulla Fed

Gli Stati Uniti sono uno dei principali produttori di petrolio al mondo, con riserve abbondanti grazie alle nuove tecnologie di fracking. Trump lo sa bene e punta su una massiccia espansione dell’estrazione per ottenere due risultati immediati:

Aumentare l’offerta di petrolio per abbassarne il prezzo Se gli USA producono più petrolio, il prezzo del greggio tende a scendere, riducendo i costi dell’energia per cittadini e imprese. Questo ha un effetto diretto sull’inflazione, che potrebbe rallentare grazie a bollette più basse e carburante più economico.

Forzare la Fed a tagliare i tassi di interesse Con un’inflazione in discesa, la Federal Reserve si troverebbe sotto pressione per abbassare i tassi di interesse. E qui sta il vero punto chiave: tassi più bassi significano credito più accessibile, più mutui concessi, più prestiti per le aziende e, soprattutto, maggiore propensione alla spesa da parte delle famiglie.

 

Il meccanismo del capitalismo moderno: petrolio, credito e consumi

L’abbassamento dei tassi d’interesse è il carburante del capitalismo moderno:

  • Le famiglie sono più propense a indebitarsi e spendere → Con tassi più bassi, il costo di mutui e prestiti si riduce, incentivando i consumatori ad acquistare case, automobili e beni durevoli.
  • Le aziende investono di più → Con un costo del denaro inferiore, le imprese possono espandersi, assumere e innovare.
  • La crescita economica accelera → Più consumi e più investimenti spingono il PIL verso l’alto, creando un ciclo di crescita autosufficiente.

 

In altre parole, se il petrolio abbondante costringe la Fed ad abbassare i tassi, il denaro diventa più accessibile e la spesa privata riprende vigore. Questo è esattamente il modello su cui si basa l’economia americana: credito a basso costo e consumo di massa come motori della crescita.

 

E i tassi?

Al 19 marzo 2025, i tassi di interesse federali negli Stati Uniti sono mantenuti nella fascia del 4,25%-4,50%. Dopo tre riduzioni consecutive alla fine del 2024, la Federal Reserve ha deciso di mantenere i tassi invariati nel gennaio 2025, nonostante le pressioni per ulteriori tagli da parte dell’amministrazione Trump.

  • Dicembre 2024: La Fed ha abbassato i tassi di 25 punti base, portandoli sotto il 4,5%.
  • Gennaio 2025: La Fed ha deciso di mantenere i tassi invariati, ma l’amministrazione Trump sta facendo pressione per ulteriori tagli.
  • Previsioni per il 2025: Se il prezzo del petrolio scende e l’inflazione rallenta, la Fed potrebbe abbassare i tassi sotto il 4% entro la fine dell’anno.

 

Se la politica “Drill, Baby, Drill” porterà a una riduzione dei costi energetici e quindi a un’inflazione più bassa, sarà ancora più difficile per la Fed giustificare tassi alti. A quel punto, i tagli diventerebbero quasi inevitabili, riaccendendo il ciclo del debito e della spesa.

La strategia di Trump per rilanciare l’estrazione petrolifera non è solo una questione di indipendenza energetica, ma è un meccanismo che potrebbe influenzare profondamente la politica monetaria americana e rilanciare la crescita economica attraverso il credito a basso costo.

Se l’America pompa più petrolio, la Fed avrà meno margini per mantenere i tassi elevati. Se i tassi scendono, le famiglie spenderanno di più, le aziende investiranno e il ciclo del capitalismo moderno ripartirà con nuova forza.

In questo scenario, il petrolio non è solo una risorsa energetica, ma una leva finanziaria per mantenere in moto la più grande economia del mondo. Ecco perché “Drill, Baby, Drill” non è solo uno slogan elettorale, ma una strategia economica ben precisa che potrebbe ridisegnare il futuro degli Stati Uniti e un nuovo ciclo economico.

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