“La salute non è tutto, ma senza salute tutto è niente.” – Arthur Schopenhauer
Quando pensiamo alla ricchezza, la mente corre subito a conti correnti, immobili, investimenti. Eppure, se ci fermiamo un istante a riflettere, scopriamo che il vero capitale non è quello che accumuliamo, ma ciò che ci consente di generarlo. La nostra energia, la nostra salute, la nostra capacità di apprendere e di adattarci ai cambiamenti. In una parola, il nostro capitale umano. È questa risorsa invisibile, spesso sottovalutata, che rappresenta la vera base su cui costruire sicurezza e serenità finanziaria a lungo termine.
Il capitale umano è fatto di tanti aspetti, dalle competenze che abbiamo acquisito, alla creatività, l’impegno, la capacità di costruire relazioni. Ma tutto questo poggia su un presupposto che spesso diamo per scontato ovvero la possibilità di stare bene e di continuare a svolgere le nostre attività quotidiane. Basta poco per compromettere questa risorsa. Non serve immaginare scenari estremi. Pensiamo ad un incidente sul lavoro, o mentre ci rechiamo al lavoro, una malattia improvvisa, un infortunio durante una vacanza o un evento sportivo, persino un periodo di forte stress psicologico possono ridurre o annullare la nostra capacità di produrre reddito. Ed è qui che ci rendiamo conto di quanto sia fragile ciò che consideriamo la nostra “normalità”.
I dati sulla salute mentale in Italia ci dicono che oltre 16 milioni di persone hanno dichiarato di soffrire di disturbi come ansia o depressione. Ma non è solo la mente a poter cedere. Gli infortuni, ad esempio, rappresentano una delle prime cause di assenze dal lavoro e, in casi più gravi, possono incidere in modo permanente sulla possibilità di proseguire la propria attività. Una malattia seria può costringere a fermarsi per mesi, con ripercussioni non solo emotive, ma anche economiche per l’intera famiglia.
Purtroppo però ci sono anche situazioni molto più gravi, come la premorienza. Pensiamo che certe cose a noi non succedano, ma quando accadono, anche a qualcuno di molto vicino a noi, ci rendiamo conto di quanto siamo fragili, di quanto la nostra vita sia appoggiata a dei piccoli fili sottili. Io me ne sono accorto quando nel 2021 è venuto a mancare mio padre, da un giorno all’altro. Entri in casa e non c’è nessuno, quasi chi abitava li si sia assentato per fare una commissione in paese, ma la realtà non è questa. La persona che viveva in quella casa non c’è più, l’ha lasciata per sempre e analogamente ha lasciato famiglia, amici, lavoro, impegni, appuntamenti, quotidianità. Non rientrerà più a casa.
Ecco perché il capitale umano va protetto con la stessa attenzione con cui difendiamo i nostri risparmi. Da un lato serve investire nella prevenzione e nel benessere, per preservare corpo e mente. Dall’altro è fondamentale dotarsi di strumenti che possano offrire continuità anche quando la vita prende direzioni inattese. Pensiamo, ad esempio, a un giovane professionista che, dopo un incidente stradale, non può lavorare per sei mesi. Se non avesse avuto una copertura assicurativa per la perdita temporanea di reddito, avrebbe visto compromesso non solo il suo equilibrio economico, ma anche la possibilità di continuare a sostenere i progetti familiari e personali. La protezione, in questo caso, non è stata un costo inutile, ma una rete di sicurezza che ha permesso di superare un momento difficile senza distruggere anni di lavoro.
Accanto alla salute, c’è poi il tema della formazione. Viviamo in un mondo che corre veloce e restare fermi equivale a perdere terreno. Eppure, meno del 36% degli adulti italiani partecipa a programmi di aggiornamento o formazione, contro una media europea molto più alta. Non investire sulle proprie competenze significa esporsi a un rischio silenzioso, quello di diventare meno competitivi e di ridurre, anno dopo anno, il valore del proprio capitale umano.
Noi consulenti non gestiamo solo portafogli o proposte d’investimento, aiutiamo le persone a proteggere la loro risorsa più preziosa, quella che rende possibile tutto il resto.
Significa accompagnare il cliente non solo nella crescita patrimoniale, ma anche nella protezione del suo reddito, della sua salute, della sua capacità di affrontare i cambiamenti. È un lavoro che parte dalla persona e si traduce in scelte concrete di protezione e pianificazione.
L’invulnerabilità finanziaria, allora, non è sinonimo di perfezione o di assenza di rischi. È la consapevolezza che la vera forza nasce dal prendersi cura del proprio capitale umano, proteggendolo da ciò che può minacciarlo come malattie, incidenti, stress, imprevisti. È l’impegno costante a preservare la nostra capacità di creare valore, anche quando la vita ci mette alla prova.
Chi riesce a comprendere e ad agire in questa direzione costruisce basi solide per sé e per la propria famiglia.
La vera invulnerabilità finanziaria non si raggiunge accumulando ricchezza, ma coltivando e difendendo ciò che ci permette di crearla ogni giorno. È un percorso che richiede consapevolezza, disciplina e fiducia. E alla fine ci insegna una lezione semplice ma importantissima, quella che il capitale più grande che abbiamo siamo noi stessi. Proteggerlo significa dare continuità ai nostri sogni e garantire un futuro più sereno a chi cammina accanto a noi e ci vuole bene.


