Controcorrente

“Chi segue la folla di solito non va più lontano della folla. Chi cammina da solo si trova spesso in luoghi dove nessuno è mai stato.” – Albert Einstein

 

Fare la cosa giusta, a volte, significa avere il coraggio di fare una cosa diversa da quella che stanno facendo tutti.

Non è semplice.

Anzi, probabilmente è una delle prove più difficili che una persona possa affrontare.

Perché l’essere umano è nato per vivere in gruppo. Per migliaia di anni seguire il branco ha significato sopravvivere. Restarne fuori voleva dire esporsi ai pericoli, essere vulnerabili, rischiare di non farcela. È un istinto che ci accompagna ancora oggi, anche se i predatori sono cambiati. Non ci inseguono più nelle foreste, ma si presentano sotto forma di paura, notizie allarmanti, entusiasmo collettivo o mode che sembrano impossibili da ignorare.

Per questo motivo, quando tutti corrono nella stessa direzione, fermarsi richiede uno sforzo enorme. Non tanto fisico, quanto mentale.

È ciò che accade nella vita. È ciò che accade nelle aziende. È ciò che accade, puntualmente, anche nei mercati finanziari.

Ogni grande bolla della storia è nata allo stesso modo. All’inizio c’è un’idea brillante. Poi arrivano i primi successi. Successivamente si diffonde la convinzione che quella crescita non possa finire mai. Sempre più persone salgono sul treno, non perché abbiano compreso davvero cosa stanno acquistando, ma perché vedono gli altri guadagnare. A quel punto non è più l’analisi a guidare le decisioni. È la paura di restare esclusi.

Lo stesso meccanismo si ripete al contrario durante le crisi.

Arrivano notizie negative. I mercati iniziano a scendere. I titoli dei giornali diventano sempre più drammatici. Le persone osservano il valore dei propri investimenti diminuire e iniziano a domandarsi se non sia arrivato il momento di vendere tutto.

E così fanno esattamente ciò che la paura suggerisce.

Vendono.

Spesso proprio nel momento in cui i prezzi hanno già incorporato gran parte delle cattive notizie.

È curioso osservare come, nella maggior parte degli ambiti della vita, siamo abituati a cercare gli sconti. Se un’automobile che desideriamo costa il 30% in meno, ne siamo felici. Se la casa dei nostri sogni viene proposta ad un prezzo inferiore rispetto al mercato, la consideriamo un’opportunità. Se il nostro supermercato applica una promozione, riempiamo il carrello.

Nei mercati finanziari accade l’esatto contrario.

Quando i prezzi salgono ci sentiamo rassicurati e vogliamo comprare.

Quando i prezzi scendono ci spaventiamo e vogliamo vendere.

È uno dei più grandi paradossi dell’investitore.

Non perché manchino le informazioni.

Ma perché entrano in gioco emozioni molto più forti della razionalità.

Lo psicologo Daniel Kahneman ha dimostrato come il dolore provocato da una perdita sia psicologicamente molto più intenso della soddisfazione generata da un guadagno equivalente. Per questo motivo, nei momenti difficili, il nostro cervello smette di ragionare sul lungo periodo e cerca soltanto di interrompere quel disagio emotivo.

Vendere diventa una forma di sollievo.

Non necessariamente una buona decisione.

È proprio in questi momenti che emerge una figura tanto affascinante quanto spesso fraintesa: l’investitore controcorrente.

Essere controcorrente non significa fare sempre il contrario della maggioranza.

Sarebbe un errore tanto grande quanto seguirla ciecamente.

Significa avere la lucidità di chiedersi se ciò che tutti stanno facendo abbia ancora una logica oppure sia semplicemente il risultato dell’emotività collettiva.

Carl Icahn, oggi con un patrimonio stimato di circa 4,3 miliardi di dollari, ha costruito gran parte della sua fortuna acquistando aziende quando molti le consideravano ormai prive di valore. Warren Buffett ha sintetizzato questo concetto in una frase diventata celebre: «Sii timoroso quando gli altri sono avidi e avido quando gli altri hanno paura.» Howard Marks ricorda spesso che, per ottenere risultati superiori alla media, non basta comportarsi come la media. Occorre pensare in modo diverso, pur mantenendo disciplina e metodo.

Il filo che unisce questi investitori non è il coraggio.

È la capacità di distinguere il rumore dai fondamentali, di non confondere il prezzo con il valore, di non prendere decisioni perché le stanno prendendo tutti.

Questa la lezione più importante.

Il concetto di andare controcorrente non riguarda soltanto gli investimenti.

Riguarda la vita.

È controcorrente l’imprenditore che continua a investire nella propria azienda mentre il clima economico invita tutti a fermarsi.

È controcorrente chi costruisce un fondo di emergenza quando gli altri preferiscono spendere tutto.

È controcorrente chi inizia a pensare alla pensione a trent’anni, quando sembra un argomento lontanissimo.

È controcorrente chi diversifica il proprio patrimonio quando tutti inseguono il titolo o il settore del momento.

È controcorrente chi studia, si informa e si prende il tempo per riflettere prima di decidere.

Perché la vera differenza non sta nel fare il contrario.

Sta nel non lasciare che siano gli altri a decidere al posto nostro.

Viviamo in un’epoca in cui le opinioni viaggiano più veloci dei fatti. Ogni giorno veniamo bombardati da previsioni, classifiche, analisi, allarmi e certezze assolute. È facile convincersi che la risposta sia sempre fuori di noi, nelle parole di qualcuno che sembra sapere più degli altri.

Eppure la storia ci insegna qualcosa di diverso.

Le decisioni migliori raramente nascono dal rumore.

Nascono dal silenzio, dal tempo dedicato a comprendere, dalla pazienza di aspettare dal coraggio di non reagire immediatamente.

Forse essere controcorrente, oggi, non significa comprare quando tutti vendono o vendere quando tutti comprano.

Forse significa qualcosa di ancora più difficile.

Significa avere il coraggio di pensare con la propria testa, proprio quando sarebbe molto più comodo smettere di farlo.

Perché la folla offre una sensazione di sicurezza.

La responsabilità delle proprie scelte, invece, offre qualcosa di molto più prezioso.

La libertà.

Anche nella gestione del patrimonio, la libertà nasce quasi sempre da una decisione che, nel momento in cui viene presa, sembra andare controcorrente.

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